Nuclearforpeace

DISARMARE LA FAME GLOBALIZZARE LA SOLIDARIETÀ

Dal Summit Internazionale per la Pace nel Mondo - Assisi - ottobre 2002

Con il trattato firmato a Washington l'8 dicembre 1987 è iniziato il disarmo nucleare e il disarmo nel mondo. Dal disarmo nucleare si possono ricavare oltre 1.000 tonnellate di uranio arricchito che può essere convertito. Infatti l'uranio, opportunamente diluito fino a valori di concentrazione non più esplosivi, può essere utilizzato industrialmente come combustibile nei reattori nucleari già esistenti. Se non distruggessimo le testate nucleari e i materiali che le compongono rimarrebbero per oltre 100.000 anni a disposizione per qualunque operazione di chiunque riesca ad impadronirsene, anche solo di una piccola quantità di essa. Avrebbe cosi potere sulla vita e sulla morte di centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini (quanto già vale la potenza di una sola bomba nucleare).
Una rischiosissima eredità per tutte le future generazioni. Con la "distruzione" cioè il bruciamento, dopo la necessaria diluizione, dell'uranio nelle centrali nucleari, elimineremo radicalmente la minaccia della bomba e si otterrebbe energia elettrica nella misura di quella consumata in un anno da tutta la popolazione mondiale, circa 10.000 miliardi di kWh.

La conversione nucleare genererà un ricavato economico cospicuo per l'economia mondiale, dell'ordine di 60 miliardi di dollari. Con esso è facilmente possibile realizzare programmi di microprogetti di sviluppo nelle aree bisognose del Pianeta ed incidere efficacemente sulle radici della cooperazione tra i popoli, sicura via di pace per l'intera umanità. Infatti le difficoltà economiche di tanti Paesi nel mondo non li spingerebbero sulla via del riarmo e dell'arma nucleare, se proprio dalla conversione di queste ricevono sostanziale aiuto al loro sviluppo. Un giusto prelievo, anche su questa operazione, potrebbe fornire un importante "dividendo" per la pace. Promuovere il disarmo significa agire sulle cause e privilegiare la conversione delle coscienze e delle intelligenze. Anche oggi la spiritualità di tutte le religioni del mondo e delle diverse Chiese cristiane ci porta a ripensare a come intendere la pace e a come intendere l'aiuto ai poveri nel mondo.

Il messaggio francescano di pace e di fraternità si sposa bene con il richiamo a convertire le armi e a realizzare progetti di aiuto per il terzo millennio. San Francesco, patrono della pace, ci richiama a un cambiamento di mentalità e ad uno stile di vita più sobrio che valorizzi la povertà e i piccoli mezzi per risolvere i grandi problemi come le armi e la miseria nel mondo. Come aiutare il Sud con il dividendo di pace? Una nuova strada è quella dei microprogetti e del microcredito promossi non più solo da ONG e da privati, ma accettati dai Governi che si disarmano e dalle Istituzioni internazionali. Infatti il microprogetto arriva capillarmente alle persone povere nel mondo e, rispettando la loro dignità. Viviamo in un periodo storico speciale, perché abbiamo i mezzi e le risorse per risolvere i problemi del mondo.