Nuclearforpeace

G8: ENERGIE DI PACE, RINASCITA E SVILUPPO

L’Aquila, 8 luglio 2009

Documento finale

La Pace, costruita sullo spirito fecondo di dialogo, cooperazione e giustizia nella promozione e nella tutela della dignità e della libertà di ogni essere umano, può oggi rinascere anche dal disarmo nucleare e dalla conversione degli strumenti di morte in progetti di vita.

Come appena dimostrato a Mosca con l’accordo tra i presidenti degli Stati Uniti e Russia, la possibilità di ridurre gli arsenali e smantellare le testate nucleari è non solo concreta ma oggi più che mai indispensabile, così che, dalla conversione nucleare, possiamo riprendere fiduciosi la strada per un sereno ed effettivo sviluppo dei popoli a partire da quelli maggiormente piegati dalla miseria e dall’ingiustizia.

Infatti, dal nuovo accordo si potranno convertire migliaia di testate nucleari in combustibile di pace, offrendo nuove risorse energetiche e finanziare per la realizzazione di programmi di sviluppo sostenibile (attraverso specifici microprogetti con energie rinnovabili di tipo sanitario, educativo, formativo professionale, con microcredito e microimprese…) nei Paesi poveri.

In particolare, dal disarmo nucleare seguirebbero le seguenti fasi per uno sviluppo più integrale:

- Un nuovo accordo di disarmo delle Potenze Nucleari nel rispetto del TNP;
- La conversione dei materiali nucleari militari in nuovo combustibile di pace;
- La destinazione del dividendo economico proveniente dal disarmo alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile nei PVS;
- La realizzazione di interventi specifici nei PVS con microprogetti e fonti rinnovabili;
- Lo sviluppo sostenibile nei PVS e nei Paesi con nucleare di pace senza emissione di CO2;
- L’incremento dell’occupazione e della produzione di beni sia nel Nord che nel Sud del mondo;
- La possibile eliminazione di scorie nucleari;
- La riduzione di armi di distruzione di massa nel mondo;
- Una maggior sicurezza internazionale, promozione di dialogo e cooperazione tra le nazioni.

Si affrancherebbero così dalla miseria oltre 100 mila villaggi e comunità nel Sud del mondo, offrendo a tutti una opportunità di riscatto per un futuro più giusto ed equilibrato, e liberando l’umanità intera dalla costante minaccia nucleare.

Ai Grandi riuniti a L’Aquila chiediamo il coraggio di destinare ai Paesi poveri il dividendo della pace, nuovo frutto di non proliferazione e di conversione nucleare. Salveremo la Terra insieme e promuoveremo la Civiltà dell’Amore.