Nuclearforpeace

PACE NUCLEARE E SVILUPPO NEI PAESI POVERI:
IL CONTRIBUTO DALL'EUROPA

Assisi, 14 Aprile 2007

Documento finale

Le finalità del convegno sono state ben descritte nelle presentazioni e gli obiettivi sono di grande valore, ma sembra essere arrivato il tempo di allargare la visione prendendo in considerazione le evoluzioni del mondo avvenute negli ultimi 15 anni. Le esigenze di sviluppo dei paesi poveri sono più che mai da tenere in considerazione, senza ignorare che ora Russia, Cina e presto anche l’India sono di grande peso nelle evoluzioni delle politiche energetiche globali.

Non bisogna dimenticare inoltre, le modificazioni politiche degli ultimi 15 anni in Medio Oriente, anch’esse di rilevanza nelle considerazioni sulle politiche mondiali.
Giustizia, Pace e Dialogo sono lo straordinario messaggio di Assisi per tutto il mondo, per tutte le culture e tutte le religioni, e deve essere enfatizzato quando si parla del nucleare. Possiamo immaginare di avere anche una evoluzione del nostro progetto a fronte dei cambiamenti mondiali, e pensare a “Megatons to Development: nucleare per giustizia, pace, dialogo e sviluppo.”

All’utilizzo delle testate nucleari possiamo aggiungere la non proliferazione attraverso cicli del combustibile rinnovato, reattori di nuova generazione, cultura della sicurezza, maggiori conoscenze e l’enfatizzazione del ruolo delle Organizzazioni Internazionali (IAEA, WANO, Banca Mondiale, OMC). La globalizzazione è certamente un fattore di pace in questa prospettiva.

Ai microprogetti energetici per i Paesi poveri possiamo affiancare lo sviluppo di nuove forme di produzione di energia elettrica.
Alla riduzione di emissione di anidride carbonica possiamo associare la lotta contro i cambiamenti climatici, la protezione della salute umana e dell’ambiente.
Anche se alcune di queste proposte potrebbero essere giudicate troppo ambizione in ogni caso è necessario un confronto, data la situazione mondiale che stiamo vivendo.
La pace nucleare si ottiene effettivamente eliminando il materiale nucleare in disarmo inserendolo nei reattori nucleari che lo trasformano integralmente in energia di pace.

L’Europa non può eticamente sottrarsi nel contribuire in modo sostanziale al processo di conversione delle testate nucleari in energia civilmente utilizzabile per lo sviluppo nel mondo.

L’industria nucleare europea, le ONG e le forze del lavoro italiane, europee comprese quelle russe. possono contribuire a rendere operativo tale processo di conversione e sviluppo. Contestualmente si avrebbe la possibilità di creare decine di migliaia di posti di lavoro nei Paesi coinvolti nelle procedure di conversione.

Infine nello “Spirito di Assisi” la conversione nucleare deve diventare strumento di dialogo tra le religioni mondiali e le culture, e porta al disarmo totale benedetto da Dio. Le religioni mondiali e le culture possono avere un ruolo importante nel risolvere questo problema urgente.

Padre Vincenzo Coli - Custode Sacro Convento
Ing. Giuseppe Rotunno - Comitato National Secretary
Prof. Bertrand Vieillard Baron - Presidente NucNet
Dr. Guido Barbera - Delegato europeo delle ong italiane