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SENATO DELLA REPUBBLICA - XIV LEGISLATURA

Seduta n. 867 del 22/09/2005

Mozione: Sen. Giuseppe GABURRO (U.D.C.), ANDREOTTI, AGONI, ARCHIUTTI, BALBONI, BARELLI, BERGAMO, BIANCONI, BOLDI, BONATESTA, BOREA, BOSCETTO, BRIGNONE, BUCCIERO, CAMBER, CARRARA, CARUSO Antonino, CHIRILLI, CICCANTI, CIRAMI, COMPAGNA, CONSOLO, DANZI, DE RIGO, DEL PENNINO, DELOGU, EUFEMI, FABBRI, FALCIER, FASOLINO, FAVARO, FEDERICI, FERRARA, FLORINO, FORLANI, FORTE, FRANCO Paolo, GENTILE, GIRFATTI, GRILLO, GUASTI, GUBETTI, IANNUZZI, IERVOLINO, LAURO, MAFFIOLI, MANFREDI, MANUNZA, MELELEO, Moncada, MULAS, NESSA, NOCCO, OGNIBENE, PALOMBO, PASINATO, PONTONE, RUVOLO, SALZANO, SAMBIN, SANZARELLO, SCARABOSIO, SCOTTI, SERVELLO, SODANO Calogero, SPECCHIA, SUDANO, TREDESE, TREMATERRA, ULIVI, VALDITARA, ZANOLETTI, ZAPPACOSTA, ZICCONE - Il Senato,

considerando che:

quasi tutti gli Stati membri dell'ONU sono parti contraenti del TNP (Trattato di non proliferazione nucleare);

il Parlamento italiano ha sempre espresso profonda preoccupazione per il disarmo nucleare e ha deliberato su tale materia negli ultimi anni in numerose occasioni;

la fiducia nella sicurezza internazionale dipende dai passi che vengono fatti verso l'eliminazione totale delle armi nucleari, tanto negli Stati dove esse sono dichiarate quanto in quelli dove non lo sono, nel rispetto dell'articolo VI del TNP;

il TNP resta la pertinente legislazione internazionale sul disarmo nucleare, la cui applicazione necessita di un calendario di azioni e scadenze per il disarmo;

l'articolo VI del TNP contiene un obbligo per tutti gli Stati parti del trattato di «perseguire negoziati in buona fede su misure efficaci relative alla pronta cessazione della corsa alle armi nucleari e verso il disarmo nucleare, e su un trattato per il disarmo generale e totale sotto un severo ed efficace controllo internazionale»;

le gravi minacce alla sicurezza internazionale comprendono il terrorismo, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, la «dissoluzione di Stati» e il crimine organizzato,

impegna il Governo:

a ribadire la sua posizione, secondo cui il TNP è di importanza vitale per la prevenzione della proliferazione delle armi nucleari e che quindi occorre fare tutti gli sforzi possibili per dare esecuzione al trattato in tutti i suoi aspetti, compreso l'articolo IV relativo al disarmo generale e totale, portando alla effettiva eliminazione delle armi nucleari dichiarate in disarmo;

a tal riguardo, dopo il successo della conversione nucleare avviata da USA e Federazione Russa, a proporre alla comunità internazionale il Programma, studiato in Italia e lanciato ultimamente da Assisi dal Comitato per una civiltà dell'amore in collaborazione con il Sacro Convento di San Francesco, per una generale conversione delle armi nucleari dichiarate in disarmo affinché vengano irreversibilmente trasformate in combustibile per essere eliminate nei reattori nucleari che a loro volta producano energia elettrica a fine di pace;

a proporre inoltre, nella stessa sede, che il «dividendo economico della pace», ricavato dal processo di trasformazione in combustibile nucleare e energia dell'uranio militare in disarmo, possa costituire nuova fonte di sviluppo della cooperazione contro la fame e la miseria nel mondo, come segno di un forte impulso di valori etici nella politica internazionale;

a sostenere anche, con tale nuovo contributo finanziario al bisogno dello sviluppo, progetti mirati di piccola scala (microprogetti) nelle aree di sviluppo più arretrate per favorire effettivi interventi più radicati nel territorio, come dimostrato dall'esperienza positiva di missioni e organizzazioni di sviluppo operanti localmente;

a promuovere l'intervento, con la nuova cooperazione allo sviluppo, non solo delle grandi organizzazioni industriali, ma anche della media e piccola impresa, ben presente anche fuori l'Italia, che molto può fare per avviare in vaste aree di bisogno sul nostro pianeta un primo ed efficace sviluppo, non solo economico, ma sociale, culturale e più democratico;

a favorire così uno sviluppo contro le conseguenze della povertà e della miseria che spingono le popolazioni verso i rischi della violenza, della sopraffazione e del terrorismo.